Anche quest’anno il 22 marzo, le Nazioni Unite hanno celebrato il World Water Day che ha messo il valore di questo bene prezioso al centro del dibattito di questi giorni.

Il report “Valorizzare l’acqua”, diffuso proprio in questa occasione, ha posto l’attenzione sulla differenza tra valore e prezzo, che non tiene conto dell’importanza effettiva del servizio erogato, con la consapevolezza che lo stato attuale delle risorse idriche evidenza ancora falle nella gestione efficiente dell’acqua.

Per citare il Segretario Generale dell’ONU, Antònio Guterres “un ciclo dell’acqua ben gestito – che comprenda acqua potabile, servizi igienici-sanitari, igiene, acque reflue, governance transfrontaliera, ambiente e altro ancora – significa una difesa contro la cattiva salute e l’umiliazione e una risposta alle sfide derivanti da un clima che cambia e dalla crescente domanda globale”.

L’obiettivo di rendere acqua e servizi igienico-sanitari accessibili a tutti entro il 2030, infatti, sembra oggi ancora lontanissimo.

Assegnare il giusto valore all’acqua è fondamentale per determinarne le modalità di utilizzo e perseguire l’equità nella governance delle risorse idriche. Ad oggi, il valore delle risorse idriche non ha un significato univoco per tutti ma “varia a seconda dei gruppi di utenti e delle parti interessate”. Riporta dunque diversi approcci e metodologie ad oggi utilizzati per la valutazione dell’acqua assimilabili a cinque prospettive:

  • Valutazioni delle fonti delle risorse idriche;
  • Valutazione delle infrastrutture idrauliche per l’utilizzo e il riutilizzo dell’acqua;
  • Valutazione dei servizi idrici;
  • Valutazione dell’acqua come fattore di produzione;
  • Valutazione dell’acqua per fini ricreativi, culturali e spirituali.

Emerge così la necessità di applicare metodi più solidi di misurazione che consentano di giungere a un compromesso in grado di tenere conto di diverse variabili.

Il punto di partenza del passaggio verso un mondo più consapevole della molteplicità di valori dell’acqua e della presenza diretta di una varietà di attori che li determinano, è l’elenco di sfide messe in agenda dal report:

  • Riconoscere che la governance dell’acqua dipende da un insieme di valori;
  • Realizzare che l’utilizzo dell’acqua avviene in modalità differenti e quindi anche la necessità di trovare metodi di misurazione che tengano conto di questo;
  • Ammettere una divergenza effettiva tra processi decisionali pubblici e misure effettivamente attuate, a causa di costanti conflitti di interesse.

Si tratta di temi di forte attualità che necessitano di sensibilizzazione e impegno collettivo per salvaguardare la salute e Pianeta, dando a tutti la possibilità di accedere a una risorsa così scarsa e preziosa. Il 2030 è meno lontano di quanto si possa pensare.

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