Il nostro Paese è ancora una volta a rischio di maxi multe per il modo in cui le acque reflue vengono trattate e gestite a livello locale.

La Commissione Europea, infatti, ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea per due questioni concernenti la legislazione ambientale: lo smog e le acque reflue. La nostra nazione è stata sottoposta alla Corte di giustizia dell’Ue per il mancato adempimento alle norme europee dei sistemi di trattamento delle acque di scarico.

Per portare al minimo questi problemi l’Ue ha fissato delle norme che gli stati membri sono portati a seguire al fine di tutelare i cittadini. In particolare, la direttiva sul trattamento delle acque reflue obbliga gli stati a garantire gli insediamenti urbani in modo che questo tipo di acque vengano trattate in modo adeguato, se ciò non avvenisse queste potrebbero essere contaminate da virus e batteri nocivi per la salute dei cittadini.

Secondo la Commissione europea, sono ben 620 gli agglomerati urbani presenti sul suolo italiano che non rispettano le norme dell’Unione europea per quanto riguarda i sistemi fognari e di depurazione delle acque reflue. Le località a rischio sono localizzare in 16 regioni diverse regioni, tra cui Abruzzo, Veneto, Lazio, Marche, Toscana, Piemonte e Lombardia.

Sono venti gli stati membri dell’UE che hanno avuto o hanno ancora in corso contenziosi con la Corte di giustizia europea riguardo la qualità dell’aria e i sistemi di trattamento delle acque reflue. Per trovare delle soluzioni si sta pensando di organizzare dei dialoghi con rappresentanti della Commissione europea, dei ministeri e delle autorità regionali e locali con il fine di ridurre l’inquinamento. In ogni caso, ogni nazione dovrà comunque migliorare il modo in cui gestisce le problematiche ambientali, sia a livello urbano, sia a livello industriale, al fine di salvaguardare un pianeta che è sempre più a rischio.

Condividi questo post
Desideri ricevere maggiori informazioni sui nostri prodotti e servizi?
contattaci