Sostenibilità e riciclo rappresentano le linee guida della ricerca negli ultimi vent’anni. Le imprese sono orientate verso l’esplorazione di nuove tecnologie per trasformare i materiali di scarto, destinati all’accumulo e allo stoccaggio in discariche, in risorse funzionali ed ecologiche.

Un progetto di recente avviamento, condotto dall’Università di Melbourne, ha dimostrato come i biosolidi possano diventare una componente essenziale per la fabbricazione di mattoni eco-sostenibili per l’edilizia. Lo studio, intitolato A proposal for Recycling the World’s Unused Stockpiles of Treated Wastewater Sludge in Fired-Clay Bricks, ha dimostrato che la realizzazione di questi speciali mattoni è economica, richiede la metà dell’energia impiegata per la creazione di mattoni tradizionali e garantisce un prodotto duraturo, stabile, e con una conduttività termica molto bassa che riduce la dispersione di calore.
Ma facciamo un passo indietro.

Cosa sono i biosolidi?

Dal filtraggio e dal trattamento delle acque reflue risulta un composto melmoso, simile all’argilla, che viene solitamente impiegato come fertilizzante o, nel peggiore dei casi, inviato in apposite discariche dove, una volta accumulato, libera pericolose emissioni di gas a effetto serra: questo composto prende il nome di biosolidi.
L’Unione Europea ne produce 9 milioni di tonnellate ogni anno, che da oggi potranno essere trasformate in una nuova fonte di guadagno, sia economico che ambientale. I mattoni di biosolidi risolvono, infatti, ben due problematiche: la giacenza inquinante di queste sostanze e il notevole impatto ambientale generato dalla produzione di mattoni d’argilla che richiede ampi scavi del terreno.

Le materie prime del futuro
Il mattone di biosolidi è composto da una percentuale di materiali di scarto, circa il 25%, e per il resto da argilla. É più poroso del mattone standard, caratteristica che gli conferisce una conduttività termica inferiore, e richiede il 48,6% di energia in meno per essere prodotto. I biosolidi possono, però, avere caratteristiche chimiche diverse tra loro, a seconda di dove vengono estratti, quindi i ricercatori consigliano dei test prima della produzione su larga scala.

Quello dell’Università di Melbourne non è l’unico studio attualmente condotto sui materiali alternativi: si sta sperimentando anche la possibilità di aggiungere fibre di lana, mozziconi di sigarette e addirittura polimeri estratti dalle alghe al composto di base dei mattoni per renderli sempre più isolanti e sostenibili.

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