Un recente approfondimento pubblicato online da La Repubblica che si basa sulla ricerca originale di Orb Media ha analizzato la situazione, spesso grave, che caratterizza la situazione attuale dell’acqua potabile in molti paesi del mondo. Molte ricerche dimostrano la presenza di plastica nell’ecosistema marino, nelle acque dolci, nel terreno e nell’aria ma questo studio è il primo che vuole investigare in merito all’inquinamento dell’acqua potabile causato dalla presenza di plastica.

A condurre lo studio alcuni specialisti che in alcune zone specifiche del mondo hanno preso in analisi proprio l’acqua che sgorga dai rubinetti. In tutti i casi, nessuno escluso, la contaminazione da plastica raggiungeva il 70%, con punte del 94% negli Stati Uniti e nel Libano. Al suo interno sono state trovate fibre di microplastica che stanno avendo effetti sulla fauna e  sull’ecosistema marino – su cui da anni si studiano le conseguenze – ma appunto per la prima volta, viene compiuta un’analisi a livello globale il cui scopo è capire gli effetti sulla salute delle persone.

«Sapevamo che questa plastica tornava da noi attraverso la catena alimentare. Ora scopriamo che torna da noi attraverso l’acqua potabile. Abbiamo una via d’uscita?».

Così ha commentato il premio Nobel per la pace nel 2006 Muhammed Yunus.

Le fibre di microplastica che inquinano l’acqua sono presenti nel bucato, nelle polveri di pneumatico, nelle vernici e queste vengono trasportate dall’aria ed entrano facilmente a contatto con l’acqua.

Se da un lato eliminare totalmente la plastica è impossibile perché ormai utilizzata per moltissimi scopi, stando a questi dati i Paesi che ne fanno maggior uso sono anche quelli che soffrono di più le conseguenze. Gli Stati Uniti hanno valori superiori del 22% e il motivo va ricercato nel concetto consumistico che hanno anche dell’acqua. I sistemi di depurazione non sono sufficientemente validi e il quadro legislativo non presenta direttiva sulla qualità dell’acqua, contrariamente a quanto avviene in Europa.

I nuovi temi del 2018 che sembra essere di cruciale importanza da affrontare sarà quindi non solo la gestione della depurazione delle acque, ma anche dello smaltimento della nuova plastica, rallentando così questo processo di inquinamento.

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