Nasce qualche anno fa, a Parigi, la startup capitanata da un ingegnere indiano per purificare l’acqua con i diamanti. Un progetto che mira a migliorare la qualità della vita partendo dalla salubrità dell’acqua in Paesi in cui è particolarmente problematico il recupero e l’utilizzo di questa preziosa risorsa.
Per poter sviluppare questa startup, il giovane 32enne indiano è partito dall’Italia, dove ha frequentato gli studi presso il Politecnico di Torino. Successivamente si è spostato Oltralpe, in Francia, dove ha ricevuto un importante finanziamento per sviluppare il progetto e ha potuto perfino presentare la sua idea al Presidente francese.

Si tratta di una tecnologia in grado di portare cambiamenti rivoluzionari nel campo industriale e della salute. L’idea nasce dal suo paese di origine: in India infatti, con i monsoni, viene scaricata una grande quantità di acqua che però poi scorre verso il mare e di cui gli indiani poi non posso usufruire, causando così una grande perdita di potenziale acqua potabile. Questo è certamente un problema che non riguarda solamente l’India, per questo la sua idea può essere così applicata in tutto il mondo, in particolare nelle zone appunto in cui l’acqua potabile scarseggia.

 

L’idea è di utilizzare per la depurazione dei diamanti artificiali e dell’elettricità. Questo sistema, sfrutta gli elettrodi delle pietre preziose, permettendo così la purificazione dell’acqua. Questa tecnologia non è del tutto inedita, in quanto già studiata e utilizzata per ambienti industriali, ma quello che vuole fare l’ingegnere indiano è portare questa tecnologia nella quotidianità delle persone.

Il premio ricevuto dalla nazione francese ammonta a 25mila euro per il primo anno, raddoppiato già con altri investimenti. Un incentivo non da poco per gli imprenditori stranieri che possono stringere un accordo con il centro di ricerca di Parigi per portare avanti le proprie idee e i propri progetti di innovazione. L’idea nasce appunto a Parigi, ma l’Italia per l’ingegnere gli rimarrà nel cuore. L’ispirazione infatti arriva proprio dalla terra a forma di stivale, e in particolare dai pozzi di Venezia, in cui si creano dei micro laghetti di acqua piovana che allontana quella salata. L’idea infatti è proprio quella di utilizzare il sottosuolo per conservare l’acqua e depurarla con i diamanti.

L’altro aspetto invece riguarda l’acqua “grigia” che sgorga dai rubinetti di casa come in cucine o in doccia. Secondo Raphael Kiran, con la sua nuova tecnologia, l’acqua sarà pronta per un secondo giro in circa quattro ore.

Studio davvero interessante, quello portato avanti dall’ingegnere indiano; tanto interessante quanto affascinante, cercare di porre rimedio ad un elemento naturale, con l’apporto di pietre preziose. Infondo, l’acqua è un bene davvero molto prezioso, e in quanto tale va trattata con molta cura, delicatezza, e perché no, anche con dei diamanti.

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