Le sostanze alchiliche polifluorurate sono tra gli agenti inquinanti delle acque più pericolosi e, allo stesso tempo più diffusi. Comunemente conosciuti come PFAS, questi acidi molto forti ritenuti cancerogeni che possono causare danni all’uomo agendo sul sistema endocrino e compromettendo crescita e fertilità.
Il loro diffuso utilizzo nell’industria, infatti, rende sempre più necessaria la bonifica delle acque reflue al fine di evitare l’inquinamento delle falde. Uno studio australiano, ora, elabora un nuovo modo per pulire le acque da queste sostanze inquinanti.

PFAS: dove vengono impiegati?
Le sostanze PFAS vengono molto utilizzate nei processi industriali in forma liquida. Ne fanno uso in particolare le aziende della filiera di concia delle pelli, quelle che producono carta e cartone per uso alimentare, nel rivestimento delle padelle antiaderenti e nella produzione di abbigliamento tecnico, in particolare per le loro caratteristiche oleo e idrorepellenti. Le sostante PFAS, poi, sono molto utilizzate anche nelle schiume antincendio. Negli ultimi anni sono state riscontrate varie contaminazioni delle falde acquifere e delle acque superficiali al punto che anche le coltivazioni ne hanno molto risentito.

Un nuovo studio in Australia per depurare l’acqua dagli PFAS
I ricercatori dell’Università di Flinders, in Australia, hanno creato un nuovo polimero assorbente il cui scopo è quello di aderire al carbonio ed impedire il suo agglomerarsi nella filtrazione dell’acqua.
Questo composto è ottenuto dall’olio di coltura e dallo zolfo combinati con carbone attivo in polvere e, secondo i ricercatori, è efficace, sicuro, a basso costo e rispettoso dell’ambiente.
“Il prossimo passo è testare questo assorbente su scala commerciale – dicono i ricercatori – e dimostrare la sua capacità di purificare migliaia di litri d’acqua. Stiamo anche studiando metodi per riciclare il sorbente e distruggere il PFAS”.

È chiaro che il modo migliore per evitare l’inquinamento da PFAS sia quello di limitare il loro utilizzo, ma dove non è possibile, la speranza è che possano presto essere trovati modi in grado di evitare definitivamente la loro dispersione nell’ambiente.

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