Il trattamento delle acque reflue è uno di quei temi capaci di far discutere e, oggi come non mai, è importante sensibilizzare l’opinione pubblica alla salvaguardia delle risorse idriche disponibili, sempre più scarse.

Ogni anno tonnellate di carbonio vengono assorbite dai mari provocando una rapida acidificazione delle acque con effetti non solo dannosi per le specie marine ma anche per tutti gli abitanti del pianeta.

Proprio per questo motivo sono sempre di più gli studi che si propongono di trovare modi efficaci di separare le sostanze inquinanti da quelle che, invece, possono essere riutilizzate in ottica di economia circolare a beneficio dell’ambiente e dell’uomo.

Anche l’American Chemical Society (ACS) sta cercando una soluzione per depurare efficacemente le acque reflue e rendere riutilizzabili gli scarti organici: i ricercatori della Western Michigan University, infatti, hanno sintetizzato delle piccole molecole trappola con cui separare le particelle di CO2 disciolte in acqua e alcuni inquinanti tossici. L’obiettivo è quello di sfruttare questo processo per depurare le acque reflue e creare fertilizzanti o riciclare il carbonato per la realizzazione di solventi verdi.

Finora, gli esperimenti sono stati condotti su scala di laboratorio ma si sta già pensando a come applicare questa tecnologia al trattamento di grandi volumi d’acqua, grazie alla collaborazione con team di ingegneri specializzati in questo ambito.

Il futuro risulterà più promettente se svilupperanno nuove invenzioni come questa, sfruttando e ottimizzando gli scarti delle acque, generando effetti positivi per tutto il pianeta.

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