Mancata depurazione delle acque reflue industriali

La depurazione delle acque reflue industriali è prevista dal D.Lgs. 152/2006 ed è pertanto da considerarsi obbligatoria al fine di mantenere l’ambiente libero da inquinamenti dovuti allo sversamento delle acque contaminate.

Le lavorazioni industriali che colpiscono chimicamente e biologicamente le acque utilizzate nei processi di produzione sono numerose e pertanto è opportuno affidarsi a specialisti del settore per individuare tutti quei fattori critici che possono essere insiti in un sistema.

Risulta opportuno non sottovalutare nessun processo di produzione all’interno di un’azienda proprio perché vi sono considerevoli sanzioni applicabili, sia dal punto di vista civile che penale.

All’interno del D.Lgs. 152/2006 vengono quindi delineati i limiti oltre i quali è obbligatoria la depurazione delle acque reflue industriali. In particolare è giusto considerare l’intervento di un tecnico in grado di rilevare i valori di inquinamento presenti nell’acqua in uscita da uno stabilimento al fine di individuare esattamente quali agenti entrano in causa lungo il processo.

Nelle numerose casistiche presentate dal decreto legislativo vengono citate anche le ammende e i periodi di reclusione previsti in caso di inosservanza delle norme previste. Si tratta di sanzioni che partono da 3mila euro sino a 120mila euro, con possibili reclusioni da 3 mesi a 3 anni. Molto spesso, qualora un’impresa venga colta durante l’inosservanza delle regole imposte dal decreto, viene disposta la chiusura dalle autorità competenti.

Depur Padana Acque è disponibile a valutazioni approfondite che portino ad individuare tutte le soluzioni possibili al minor costo al fine di stabilire una corretta depurazione delle acque reflue industriali.

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