Grazie ad uno studio svolto nell’agosto del 2022, si è cercato di comprendere i complessi meccanismi che regolano una delle foreste più preziose e con più biodiversità del Pianeta: la Foresta Amazzonica.

Quando piove, l’acqua viene assorbita dal terreno e di conseguenza dalle radici delle piante che attraverso la traspirazione delle foglie rilasciano di nuovo acqua nell’ambiente. In questo modo, la foresta crea il proprio clima e contribuisce a generare nuove piogge. Ma a causa dei cambiamenti climatici, si verificano periodi di siccità più gravi e con maggiore frequenza, modificando anche i livelli di umidità. I ricercatori hanno scoperto che i danni della siccità si diffondono in tutta la foresta, proprio per questo meccanismo. Se non si verificano piogge per lunghi periodi in una determinata area dell’Amazzonia, il danno si estende oltre quella regione, perché la mancanza di precipitazioni riduce il volume di acqua presente nel sistema e fa ridurre le probabilità che possa piovere anche nelle regioni vicine. 

Vi è un forte legame tra deforestazione e siccità: una minore copertura forestale determina a meno acqua nel sistema e la mancanza di acqua sta portando la foresta a prosciugarsi e morire, riducendo ancora di più l’acqua. Secondo i ricercatori, quando si abbattono alberi su un acro di terreno è come se si stessero distruggendo 1,3 acri. Gli esperti prevedono che, come conseguenza al disboscamento, i periodi di siccità fino a oggi considerati straordinari diventeranno normali a partire dal 2050 e questo potrebbe portare alla perdita definitiva della foresta.

Ma fermando l’abbattimento di alberi e riducendo rapidamente le emissioni di gas serra per evitare un incremento delle temperature, c’è ancora speranza di poterla salvare!

 

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