Un miglioramento percepito non solo dalle Agenzie regionali e da alcune associazioni ambientaliste ma anche dagli stessi cittadini che, dall’inizio della stagione balneare, hanno visto un complessivo miglioramento della qualità dell’acqua.

“La qualità delle acque migliora sia in corrispondenza degli oltre 5.500 siti adibiti alla balneazione e regolarmente monitorati dalle Agenzie regionali per l’Ambiente, sia in corrispondenza dei siti non adibiti alla balneazione, come le foci dei fiumi, dove possono concentrarsi inquinanti pericolosi per la salute umana”

A spiegarlo è la nota associazione “Amici della Terra” che mette in evidenza come l’acqua marina migliora non solo in corrispondenza dei siti predisposti per la balneazione ma anche in altri punti non frequentati. Ad essere classificate “acque eccellenti” sono anche quelle in corrispondenza delle foci dei fiumi e di altri corsi d’acqua sparsi nel territorio. Tra i risultati più significativi sono stati segnalati quello del grande fiume della Calabria e della foce del fiume Crati. Proprio quest’ultimo è stato classificato idoneo per la balneazione, a conferma dell’ottimo lavoro di tutela svolto dalle riserve regionali.

L’Italia detiene infatti un risultato record con il maggior numero di siti balneabili in Europa, e per più del 90% con acque marine di qualità eccellenti. L’Europa in generale sta svolgendo un ottimo lavoro:  quadro emerso nel comunicato stampa della Commissione Europea del 23 maggio scorso è davvero gratificante,  con il raggiungimento dell’85% dei siti di acque di qualità eccellenti!

Il merito va di certo ai servizi di depurazione che lavorano costantemente al miglioramento della condizione di fiumi e mari, sebbene rimangano delle criticità nella depurazione. In alcune aree del territorio infatti non sono presenti questi servizi di depurazione, a volte invece sono inadeguati o incompleti per poter garantire l’assoluto rispetto dei limiti di scarico previsti dalle norme.  Vi è una vera e propria frammentazione del servizio,  diviso fra molti impianti di piccole dimensioni ancora troppo inefficienti e pochi ma più grandi impianti tecnologicamente avanzati.

Gli investimenti futuri sono anche in questa direzione, come ha dichiarato il ministro dell’Ambiente, confermando i 700 milioni di risorse destinate proprio ad affrontare le problematiche della depurazione delle acque nel modo più efficiente possibile.

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