La pandemia di Coronavirus ci ha costretti a un innaturale stop di tutte le attività da parte dell’uomo. Dall’isolamento all’interno delle abitazioni alla chiusura delle attività produttive, ogni cosa si è fermata davanti all’avanzata del virus. In questa surreale situazione, però, c’è anche qualcosa di positivo: le acque dei nostri mari e dei nostri fiumi sono tornate a essere limpide come non accadeva da moltissimo tempo.

Il caso più eclatante è quello delle acque della Laguna di Venezia, che si sono rivelate trasparenti e nuovamente popolate dai pesci già a pochi giorni dall’inizio del lockdown. Nel magico capoluogo del Veneto, in questi giorni sono stati addirittura avvistati meduse e polpi, oltre a piante marine di vario tipo. Tutto merito dello stop delle imbarcazioni e della drastica riduzione delle attività umane e produttive.

Da Nord a Sud si moltiplicano gli avvistamenti di delfini sul lungomare, a Napoli addirittura è stato avvistato uno squalo, non raro nel Mediterraneo ma solitamente non così vicino a riva. La natura torna a prendersi i suoi spazi mentre l’uomo rimane fermo nelle abitazioni.

Non sono soltanto gli ecosistemi marini a beneficiare di questo “effetto collaterale” del lockdown: anche i nostri fiumi sono tornati a essere più trasparenti che mai. A Torino, per esempio, il Po si mostra limpido anche nel tratto cittadino, dove di solito è di colore scuro e fangoso, tanto che è possibile riuscire a vedere il fondale a occhio nudo.

Con l’impatto dell’uomo sulla natura ridotto al minimo, i benefici in termini di inquinamento sono palesi. La quasi assenza di scarichi da parte di aziende e, in generale, da parte delle attività umane, ha permesso che la qualità dell’acqua tornasse a livelli che nessuno ricordava.

In attesa di un ritorno alla normalità, la ritrovata trasparenza di mari e fiumi dovrebbe farci profondamente riflettere sull’impatto che l’uomo può avere su un ecosistema delicato come quello marino e, in generale, sulle risorse idriche sempre più scarse su cui possiamo fare affidamento.

Dotarsi di impianti di depurazione delle acque reflue all’avanguardia, in grado di eliminare l’inquinamento dagli scarichi industriali, dovrebbe essere una priorità per ogni azienda, soprattutto in un momento come questo, dove gli effetti della mano dell’uomo sulla natura sono ancora più evidenti.

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