A meno di 100 anni dalla sua invenzione, la plastica rappresenta oggi una delle peggiori cause di inquinamento ambientale al mondo. Ogni anno da 4,8 a 12,7 milioni di tonnellate di materiali plastici entrano nei nostri fiumi, mari e oceani. Dati allarmanti e preoccupanti che richiamano ad un’emergenza ambientale in cima alle agende delle organizzazioni internazionali. La pericolosa presenza dei rifiuti plastici nelle acque minacciano soprattutto gli organismi marini che muoiono il più delle volte impigliati in reti o in sacchetti trascinati dalla corrente. Purtroppo questo tipo di inquinamento causa inevitabilmente danni anche gli esseri umani in quanto, durante il processo di deterioramento della plastica in mare, questa si può sbriciolare a tal punto da formare le cosiddette microplastiche, che vengono ingerite dagli organismi marini entrando nella catena alimentare e raggiungendo così i nostri piatti. Il problema dell’inquinamento da plastica quindi, interessa l’intero pianeta.

Proprio la difficile situazione in cui versa l’ecosistema marino ha spinto studiosi, organizzazioni, aziende e startup a promuovere politiche di riduzione e riciclo dei materiali plastici presenti nell’acqua. Tra questi, va segnalato l’innovativo progetto SEADS (Sea Defence Solutions) (http://www.seadefencesolutions.com/Ocean-Plastic-Pollution.html) ideato da due ingegneri italiani.

Durante la loro esperienza in ambito ambientale e grazie alla collaborazione con l’università di Firenze, il Politecnico di Milano e la Univeristy of West of Scotland, i due professionisti hanno messo a punto delle innovative Barriere Blu per fermare e raccogliere i rifiuti nei fiumi prima che essi entrino nei mari cercando di intervenire alla fonte del problema. Il sistema verrà testato a breve in Italia, in un affluente del fiume Reno.

In cosa consistono le Barriere Blu?
Le Barriere Blu sono delle strutture costruite in più blocchi per consentire la navigazione e ridurre l’impatto sul fiume. Le barriere si posizionano in modo parziale sotto il livello del fiume per fermare sia oggetti fluttuanti sia detriti della superficie dell’acqua. La struttura è stata progettata per resistere alle difficili condizioni del fiume e per ridurre al minimo la manutenzione richiesta. Per rispondere a eventuali situazioni di emergenza è stato previsto un dispositivo di apertura manuale che sbloccherà le barriere in caso di necessità. Nei paesi in via di sviluppo, l’installazione delle Barriere Blu darà l’opportunità di includere un sito di smistamento manuale dei rifiuti in cui il materiale raccolto può essere ordinato e venduto, producendo un profitto e creando opportunità di lavoro.

Secondo recenti studi, sono 10 i fiumi del mondo responsabili di oltre l’88% della plastica totale che entra negli oceani e quindi, fermare i rifiuti plastici prima che raggiungano il mare è fondamentale per arginare questa crisi ambientale globale.

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