Molte persone danno per scontato l’accesso all’acqua pulita anche se, in gran parte del mondo, questo problema continua ad essere tutt’ora consistente. In questo contesto, il ruolo delle tecnologie di depurazione e sterilizzazione delle acque reflue diventa sempre più strategico per arginare la difficile situazione dei Paesi in via di sviluppo. Si stima, infatti, che siano oltre 700 i bambini al di sotto dei cinque anni che muoiono giornalmente per patologie dovute a risorse idriche contaminate o a condizioni igienico sanitarie scarse.

A questo grave problema, punta a dare risposta un gruppo di ricercatori dell’Università del New South Wales di Canberra, in Australia, che hanno testato un nuovo metodo facile ed economico per sterilizzare l’acqua all’interno dei grandi impianti di trattamento.

Come funziona?
Questo processo prevede l’utilizzo di bolle calde di anidride carbonica che vengono convogliate nei serbatoi di acque reflue e, risalendo dal fondo verso la superficie, trasferiscono calore a ciò che li circonda uccidendo batteri e virus presenti nelle acque reflue.

I ricercatori sostengono che il processo abbia molteplici vantaggi. Dal punto di vista energetico è più indicato in quanto è necessaria una minor quantità di energia per riscaldare il gas che porta ad ebollizione i liquidi e ciò risulta meno dannoso rispetto ai metodi chimici, inoltre risulta essere un processo più semplice a differenza dell’utilizzo delle radiazioni UV. Secondo gli studiosi, la temperatura più efficace per la depurazione risulta essere dai 100°C ai 205°C.

Questa tecnica pare sia notevole secondo molti aspetti e i ricercatori sostengono che questa potrebbe diventare la tecnologia più avanzata per la sterilizzazione idrica.

Condividi questo post
Desideri ricevere maggiori informazioni sui nostri prodotti e servizi?
contattaci